Numero 01 — Primavera 2026 cittadinanza.net

Cittadinanza

La rivista italiana della cittadinanza americana

Saggio · Politica sociale comparata

Reddito di cittadinanza e welfare americano: due modelli di Stato sociale a confronto

Da una parte un sussidio universale ispirato all'articolo 3 della Costituzione, dall'altra un mosaico di programmi categoriali nato dal New Deal. Due modi opposti di pensare cosa lo Stato deve, e a chi.

Nel marzo del 2019 entrava in vigore in Italia il Reddito di cittadinanza, e nello stesso anno trentadue milioni di americani ricevevano i food stamps attraverso il programma SNAP. Le due platee erano paragonabili in proporzione, ma le due misure erano nate da idee di Stato sociale quasi opposte. L'una rivendicava un fondamento costituzionale e una vocazione universalistica: il diritto, in capo a ogni cittadino, di non scendere sotto una soglia minima di esistenza. L'altra era — ed è — un mosaico di programmi categoriali, ciascuno destinato a una specifica popolazione di "deserving poor": madri con figli, anziani, disabili, lavoratori a basso reddito. Confrontare le due esperienze non significa solo paragonare cifre e regole. Significa leggere, in filigrana, due concezioni diverse della cittadinanza stessa.

Questo confronto è oggi reso più complesso da due trasformazioni parallele. In Italia, il Reddito di cittadinanza è stato abolito alla fine del 2023 e sostituito, dal 1° gennaio 2024, dall'Assegno di inclusione e dal Supporto formazione lavoro. Negli Stati Uniti, il pacchetto fiscale firmato dal presidente Trump nel luglio 2025 — il cosiddetto One Big Beautiful Bill Act — ha ristretto in modo significativo i requisiti di accesso a SNAP. Sia il modello italiano sia quello americano, dunque, stanno cambiando volto. Ma le strutture di fondo restano riconoscibili, ed è lì che il confronto si fa illuminante.

Due genealogie costituzionali

La differenza più profonda fra il modello italiano e quello americano non sta nei numeri, ma nei testi fondativi. L'articolo 3 della Costituzione italiana impegna la Repubblica a "rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale" che limitano l'eguaglianza dei cittadini. L'articolo 38 promette a ogni cittadino inabile al lavoro e sprovvisto dei mezzi necessari il "diritto al mantenimento e all'assistenza sociale". È su questo terreno che si è innestata, nel 2019, l'idea del Reddito di cittadinanza come misura nazionale di contrasto alla povertà rivolta — almeno in teoria — a chiunque ne avesse i requisiti reddituali.

La Costituzione americana, scritta a Filadelfia un secolo e mezzo prima, non contiene nulla di simile. Il preambolo parla di "promote the general Welfare", ma è una formula di fini, non un catalogo di diritti sociali. La spesa per il welfare, negli Stati Uniti, non discende da una promessa costituzionale ma da una serie stratificata di leggi federali e statali — dal Social Security Act del 1935 al Personal Responsibility and Work Opportunity Reconciliation Act del 1996 — ciascuna nata per rispondere a un'emergenza politica specifica. È un edificio costruito per addizioni successive, non per progetto unitario.

Universalismo contro categorialità: due risposte diverse alla stessa domanda — chi merita di essere protetto dallo Stato.

Il Reddito di cittadinanza, e ciò che ne è rimasto

Il Reddito di cittadinanza, istituito con il decreto-legge 4/2019 e poi convertito nella legge 26/2019, prevedeva un sussidio mensile fino a circa 780 euro per il singolo beneficiario, calcolato come differenza fra il reddito familiare e una soglia di riferimento, con un'integrazione per l'affitto. Era condizionato a un ISEE inferiore a 9.360 euro, alla residenza in Italia da almeno dieci anni e all'adesione a un Patto per il lavoro che obbligava i beneficiari occupabili a partecipare a politiche attive del lavoro e ad accettare offerte considerate "congrue".

Dal 1° gennaio 2024 questo impianto è stato smontato e sostituito da due strumenti distinti. L'Assegno di inclusione (ADI) è destinato ai nuclei familiari che includono almeno un componente con disabilità, minorenne, ultrasessantenne o in condizione di svantaggio certificata. Il Supporto formazione lavoro (SFL) si rivolge invece alle persone fra i 18 e i 59 anni non incluse nei nuclei beneficiari di ADI: una platea che il legislatore ha esplicitamente voluto separare, considerandola "occupabile".

I parametri dell'ADI, aggiornati dalla Legge di Bilancio 2026, fissano la soglia ISEE a 10.140 euro annui e un reddito familiare massimo di 6.500 euro moltiplicato per la scala di equivalenza. L'integrazione al reddito può arrivare a 6.500 euro annui per nucleo, con maggiorazioni per le famiglie composte interamente da ultrasessantasettenni o da persone con disabilità grave. A questa quota si aggiunge un contributo affitto fino a 3.640 euro annui. Il beneficio è erogato sulla "Carta di inclusione" per un massimo di 18 mesi, rinnovabili per 12 dopo un mese di sospensione.

Il punto di rottura La differenza politica fra RdC e ADI non sta tanto negli importi, quanto nella platea. Il Reddito di cittadinanza era, almeno formalmente, una misura universale di contrasto alla povertà. L'Assegno di inclusione è esplicitamente categoriale: protegge solo chi rientra in una delle categorie "fragili" individuate dal legislatore. Chi è povero ma "occupabile" — adulto, senza figli minori, senza disabilità — viene rimandato al Supporto formazione lavoro, con importi e durata molto più contenuti.

Il welfare americano, o di come si protegge per categorie

Negli Stati Uniti non esiste un equivalente del Reddito di cittadinanza, e non è mai esistito. Quello che esiste è un sistema di programmi separati, ciascuno con il proprio nome, la propria agenzia, i propri requisiti, la propria storia politica. Per un lettore italiano abituato a un'unica grande misura, il primo impatto è quello di un labirinto. Le quattro porte principali del labirinto sono SNAP, TANF, EITC e Medicaid.

SNAP — Il programma che resta

Il Supplemental Nutrition Assistance Program, ancora oggi noto popolarmente come "food stamps", è il più grande programma federale di contrasto alla povertà alimentare. Eroga benefici mensili — caricati su una carta elettronica EBT — utilizzabili esclusivamente per l'acquisto di generi alimentari. Per accedervi, il reddito familiare lordo deve essere inferiore al 130% della soglia federale di povertà, con limiti più alti negli Stati che hanno adottato la broad-based categorical eligibility.

Il One Big Beautiful Bill Act, firmato il 4 luglio 2025, ha modificato in modo sostanziale le regole di accesso. L'età massima per gli "adulti abili senza persone a carico" (ABAWD) soggetti all'obbligo di lavorare almeno 80 ore al mese è salita da 54 a 64 anni. L'età del figlio minore che esonera dall'obbligo di lavoro è scesa da 18 a 14. Sono state abolite le esenzioni precedentemente riconosciute a veterani, persone senza fissa dimora e giovani usciti dall'affido al compimento dei diciotto anni. Chi non rispetta l'obbligo perde il beneficio dopo tre mesi su un periodo di tre anni.

TANF — Il fantasma della riforma del 1996

Il Temporary Assistance for Needy Families è ciò che resta del vecchio AFDC — Aid to Families with Dependent Children — dopo la riforma firmata da Bill Clinton nel 1996, sotto lo slogan "end welfare as we know it". TANF è un trasferimento di blocchi di fondi federali agli Stati, che li gestiscono con ampia discrezionalità. Il risultato è una variabilità enorme: in Texas, una madre sola con un figlio riceve al massimo circa 295 dollari al mese; in altri Stati l'importo è anche inferiore. Il programma prevede un limite di durata di sessanta mesi nell'arco di tutta la vita.

Per i lettori italiani, è importante capire una cosa: TANF non è un "sussidio di povertà" nel senso del RdC. È una forma di assistenza condizionata e fortemente disciplinare, costruita esplicitamente per spingere — la parola tecnica è work first — i beneficiari fuori dal programma e dentro il mercato del lavoro nel più breve tempo possibile. Negli anni successivi alla riforma del 1996, la spesa federale per TANF si è quasi dimezzata in termini reali, mentre la povertà infantile non ha mai recuperato i livelli pre-riforma.

EITC — Il welfare che non si dichiara welfare

L'Earned Income Tax Credit è il programma di contrasto alla povertà di cui la politica americana parla meno e che, in termini di impatto, fa di più. Non è un sussidio: è un credito d'imposta rimborsabile, riconosciuto a chi lavora ma guadagna poco. Il suo importo cresce con il reddito da lavoro fino a una soglia, resta stabile su un plateau, e poi decresce. Un lavoratore con figli e un reddito vicino alla soglia di povertà può ricevere, attraverso l'EITC, fino a settemila dollari l'anno.

L'EITC ha due caratteristiche che lo rendono peculiare. La prima è che premia il lavoro: chi non lavora, non riceve nulla. La seconda è che viene erogato attraverso la dichiarazione dei redditi, una volta l'anno, e non come trasferimento mensile. Per questo gode di un consenso politico bipartisan che nessun altro programma di welfare ha mai conosciuto: viene presentato — e percepito — come una riduzione di tasse, non come un sussidio.

Medicaid — La sanità che non è universale

L'assenza, negli Stati Uniti, di un servizio sanitario nazionale fa di Medicaid uno dei pilastri del welfare americano. È un programma federale-statale che garantisce copertura sanitaria gratuita o a basso costo alle famiglie a basso reddito, agli anziani non coperti da Medicare, ai disabili. La sua espansione attraverso l'Affordable Care Act del 2010 è stata una delle riforme sociali più ambiziose degli ultimi quarant'anni, ma rimane lasciata alla discrezionalità di ciascuno Stato: dieci Stati, a oggi, non hanno adottato l'espansione, lasciando milioni di lavoratori a basso reddito in un "buco di copertura" che nessun altro Paese OCSE conosce.

Tre differenze strutturali

Riassumere il confronto in slogan rischia di essere riduttivo, ma alcune differenze strutturali emergono con chiarezza dalla messa in parallelo dei due sistemi.

La prima è il rapporto con il lavoro. Entrambi i sistemi condizionano l'erogazione del beneficio alla disponibilità a lavorare, ma con un'asimmetria significativa. L'EITC americano riconosce un beneficio solo a chi lavora già: è un incentivo, non una rete di sicurezza. SNAP e TANF impongono obblighi di lavoro a chi è "occupabile". Il Reddito di cittadinanza italiano, e ora l'ADI, condizionano l'erogazione a un Patto di attivazione, ma erogano comunque il beneficio anche a chi non lavora. La filosofia americana del workfare ha una premessa morale esplicita: lo Stato aiuta chi si aiuta. Quella italiana del welfare ha una premessa diversa: il diritto al mantenimento precede l'obbligo del lavoro.

La seconda è il rapporto fra centro e periferia. Il RdC era una misura nazionale, gestita dall'INPS, con regole identiche da Bolzano a Pantelleria. SNAP è federale ma amministrato dagli Stati, che possono modificarne i parametri entro certi limiti. TANF è quasi interamente statale: gli importi, i requisiti, la durata variano in modo radicale fra Texas, Mississippi e New York. Medicaid è co-finanziato da Washington e dagli Stati, ma è ciascuno Stato a decidere se espanderlo o meno. Un lettore italiano che ragioni in termini di "diritti uniformi" fatica a cogliere quanto, negli Stati Uniti, la geografia di residenza determini il livello di protezione sociale di cui si gode.

La terza è il rapporto con la cittadinanza. Ed è qui che il confronto torna al tema centrale di questa rivista. Il Reddito di cittadinanza richiedeva dieci anni di residenza in Italia; l'ADI ne richiede cinque, di cui due continuativi. I programmi americani hanno una loro geografia di esclusione: SNAP è precluso alla maggior parte degli immigrati legali per i primi cinque anni di residenza, e il One Big Beautiful Bill Act del 2025 ha ristretto ulteriormente l'eleggibilità non-cittadina. In entrambi i Paesi, dunque, la cittadinanza — o uno status assimilato — è la chiave d'accesso al welfare. La differenza è che in Italia questo nesso è stato a lungo dibattuto come una questione di principio costituzionale, mentre negli Stati Uniti è semplicemente una condizione di legge, modificabile dal Congresso senza grandi controversie giuridiche.

Cosa imparano l'uno dall'altro

Sarebbe facile concludere che i due modelli sono incommensurabili, e che ciascuno funziona nel proprio contesto. Sarebbe anche, in parte, falso. Negli ultimi vent'anni i due sistemi si sono guardati a vicenda, e in entrambi sono visibili contaminazioni dal modello opposto.

L'Italia ha importato dagli Stati Uniti la logica della condizionalità: il Patto per il lavoro del RdC, e oggi il Patto di attivazione digitale dell'ADI, sono debitori — nel lessico e nell'impianto — della tradizione workfare. La separazione introdotta nel 2024 fra ADI (per i "fragili") e SFL (per gli "occupabili") riecheggia la distinzione americana fra deserving e undeserving poor che la cultura europea ha sempre rifiutato in linea di principio, e che oggi rientra dalla finestra.

Gli Stati Uniti, dal canto loro, hanno conosciuto durante la pandemia un'espansione del Child Tax Credit nel 2021 che, per la prima volta, ha funzionato come un assegno universale per i figli: erogato mensilmente, senza obblighi di lavoro, accreditato a quasi tutte le famiglie con figli minori. L'effetto sulla povertà infantile è stato drammatico — un dimezzamento in un solo anno — ma l'esperimento non è stato rinnovato. Il dibattito americano sull'opportunità di trasformare quel Child Tax Credit in un programma permanente continua, ed è uno dei pochi luoghi in cui l'idea europea del welfare familiare universale ha trovato un'eco nel discorso pubblico statunitense.

Una nota finale, per chi cerca "reddito di cittadinanza"

Chi arriva a questa pagina cercando informazioni operative sul Reddito di cittadinanza — come fare domanda, quando arriva il pagamento, quali sono i requisiti aggiornati — troverà altrove riferimenti più appropriati. Il RdC non esiste più, e per l'Assegno di inclusione i siti istituzionali dell'INPS e del Ministero del Lavoro restano la fonte autoritativa. Questa rivista si occupa di cittadinanza americana, e ha scritto questa pagina perché capire come gli Stati Uniti pensano lo Stato sociale aiuta a capire, per contrasto, come lo pensiamo noi. È il presupposto, in fondo, di ogni lettura comparata: usare lo specchio dell'altro per vedere meglio sé stessi.


Per approfondire i temi connessi della cittadinanza, della naturalizzazione e dei diritti riconosciuti dallo Stato americano ai propri membri, si rimanda ai capitoli di questa rivista dedicati a l'Equal Protection del XIV Emendamento, alla naturalizzazione oggi e al dibattito contemporaneo sulla birthright citizenship.

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