La nascita della cittadinanza americana
Dalle tredici colonie alla Costituzione del 1787: un'invenzione politica senza precedenti europei.
La rivista italiana della cittadinanza americana
In sedici capitoli, la lunga storia di un'idea — dalla Filadelfia del 1787 fino agli executive order del 2025 — e i suoi rovesci più scomodi: gli esclusi, i denaturalizzati, i rinunciatari.
Inizia dal Capitolo I →Dalle tredici colonie alla Costituzione del 1787: un'invenzione politica senza precedenti europei.
La prima legge sulla naturalizzazione e la sua restrizione ai soli «free white persons».
1868: cittadinanza per nascita, Equal Protection e la riscrittura del patto federale dopo la Guerra Civile.
1857: la sentenza che escluse gli afroamericani dalla cittadinanza e accelerò la guerra.
1898: il cuoco di San Francisco che consacrò lo ius soli americano per ogni bambino nato sul suolo nazionale.
Dal trattato dei Cherokee al Snyder Act del 1924: la cittadinanza che arrivò per ultima.
Cittadinanza formale, segregazione sostanziale: il lungo Novecento dei diritti civili.
Chinese Exclusion Act, Page Act, Ozawa, Thind: ottant'anni di razza scritta nella legge.
Modulo N-400, esame civico, giuramento: come si diventa cittadini nel 2026.
Acquired e derivative citizenship: i figli degli americani nati all'estero.
Perché il modello americano è un'eccezione globale — e cosa ci dice di un Paese.
Presenza fisica e residenza continua: il conteggio dei giorni da cui dipende la naturalizzazione.
Dall'Expatriation Act al boom dei renunciants: chi sceglie di non essere più americano.
Da Schneiderman a Operation Janus: quando lo Stato porta via la cittadinanza già concessa.
La rivoluzione di Afroyim v. Rusk (1967) e l'America dei passaporti multipli.
Executive order, sentenze recenti e il futuro del XIV Emendamento davanti alla Corte Suprema.