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La domanda online passo per passo

La domanda di cittadinanza per residenza e per matrimonio si presenta solo online, sul portale dei servizi del Ministero dell'Interno. Qui trovi, in ordine, che cosa preparare, come pagare contributo e marca da bollo, come inviare la domanda e come comunicare con gli uffici dopo l'invio.

Verificato il 26 settembre 2026Lettura 6 min

In questa pagina
  1. Prima di cominciare: che cosa preparare
  2. I passi
  3. Traduzioni e legalizzazioni
  4. Dopo l'invio: come comunicare con gli uffici
  5. Casi frequenti
  6. Fonti

In breve

  1. La domanda si presenta solo per via telematica, sul portale dei servizi del Dipartimento per le libertà civili e l'immigrazione del Ministero dell'Interno. La procedura si chiama ALI Cittadinanza.
  2. Chi risiede in Italia accede con SPID o carta d'identità elettronica; chi risiede all'estero con le credenziali personali del portale.
  3. Servono almeno il documento d'identità, l'atto di nascita e il certificato penale del Paese d'origine legalizzati e tradotti, l'attestazione della lingua B1 (o gli estremi dell'esonero), il pagamento di contributo e bollo.
  4. Il contributo di 250 euro e la marca da bollo da 16 euro si pagano con pagoPA dentro il portale.
  5. Dopo l'invio le comunicazioni con gli uffici passano per posta elettronica certificata, con il numero della pratica (K10 o K10C).

Prima di cominciare: che cosa preparare

Il regolamento prevede che la domanda indichi i presupposti per cui ritieni di avere titolo alla cittadinanza e che sia corredata dei documenti necessari (art. 1 d.P.R. 362/1994). Sommando le indicazioni del Ministero dell'Interno e delle schede delle prefetture, conviene avere pronti:

  • i documenti d'identità: la carta d'identità italiana e le pagine del passaporto con i dati anagrafici e le date di rilascio e di scadenza;
  • il titolo di soggiorno in corso di validità;
  • l'atto di nascita del Paese d'origine, completo di tutte le generalità, legalizzato o apostillato e tradotto. Per le prefetture non ha scadenza;
  • il certificato penale del Paese d'origine e degli eventuali altri Paesi di residenza, legalizzato o apostillato e tradotto. Vale sei mesi dal rilascio; l'Ambasciata d'Italia a Vienna precisa che servono quelli dei Paesi in cui hai vissuto dai quattordici anni in poi;
  • la prova della lingua italiana B1, oppure gli estremi dell'accordo di integrazione o del permesso UE per soggiornanti di lungo periodo: vedi La lingua italiana: il B1;
  • per la cittadinanza per residenza, i redditi dei tre anni precedenti, autocertificati, e le dichiarazioni di mantenimento dei familiari che contribuiscono: vedi Il requisito di reddito;
  • i documenti del tuo caso particolare: il certificato di cittadinanza del genitore o del nonno (art. 9, lett. a), la sentenza di adozione (lett. b), la documentazione del servizio allo Stato (lett. c), il certificato dello status di apolide o di rifugiato (lett. e e art. 16). Per il matrimonio serve l'atto di matrimonio o l'estratto per riassunto dal registro dei matrimoni;
  • un indirizzo di posta elettronica certificata. Il Ministero lo consiglia perché rende le comunicazioni più rapide e sicure.

Nomi e file

Le generalità devono essere le stesse in tutti i documenti, italiani e stranieri. Se ci sono differenze, la Prefettura di Firenze chiede un'attestazione del consolato del tuo Paese che dichiari che le diverse generalità si riferiscono alla stessa persona. Per ogni certificato si carica un solo file PDF con tutte le pagine, compreso il retro. Vedi anche Nomi e date che non coincidono.

I passi

  1. Accedi al portale. Il portale è portaleservizi.dlci.interno.it. Nella sezione Cittadinanza trovi le funzioni per compilare la domanda, vederne lo stato e ricevere le comunicazioni.
  2. Scegli il modello giusto. Secondo le istruzioni pubblicate dall'Ambasciata d'Italia a Vienna i modelli sono quattro: A per il matrimonio (art. 5) se risiedi in Italia, B per la residenza (art. 9 e art. 16) se risiedi in Italia, AE per il matrimonio se risiedi all'estero, BE per chi risiede all'estero e chiede la cittadinanza per servizio allo Stato (art. 9, comma 1, lett. c).
  3. Compila con cura i dati dell'atto di nascita. Scrivi il luogo di nascita esattamente come nel certificato, senza provincia né Stato. Scrivi il cognome come risulta dal certificato, anche se oggi ne usi un altro, per esempio dopo il matrimonio, e allega la documentazione del cambiamento.
  4. Carica i documenti, un PDF per ciascun certificato.
  5. Paga contributo e marca da bollo con pagoPA. Dal 25 maggio 2022 il contributo di 250 euro (art. 9-bis L. 91/1992) e la marca da bollo da 16 euro si pagano online dal portale. Dopo il periodo transitorio, chiuso l'8 luglio 2022, pagoPA è diventato l'unico canale. Chi presenta la domanda dall'estero segua le istruzioni del proprio consolato: alcune rappresentanze indicano ancora il bonifico sul conto del Ministero.
  6. Invia la domanda. Il sistema genera un documento riepilogativo e la ricevuta di invio: conservali.
  7. Attendi il numero della pratica. Secondo la Prefettura di Firenze, se la domanda viene accettata, dopo circa dieci giorni lavorativi arrivano la comunicazione di avvio del procedimento e il numero K10 della pratica.
  8. Tieni da parte gli originali. La Prefettura di Treviso indica che dal 1° gennaio 2023 gli originali dei documenti restano a te fino al giorno del giuramento, salvo che l'ufficio li chieda per un controllo.

Traduzioni e legalizzazioni

Gli atti stranieri vanno legalizzati dall'autorità diplomatica o consolare italiana nel Paese in cui sono stati formati, salvo le esenzioni previste dalle convenzioni internazionali, come l'apostille. Vanno poi tradotti in italiano. Le prefetture accettano più strade:

  • la traduzione fatta dalla stessa autorità consolare italiana;
  • in Italia, la traduzione del consolato del Paese che ha rilasciato l'atto, con la firma del funzionario legalizzata dalla prefettura;
  • la traduzione di un traduttore giurato;
  • la traduzione di chiunque conosca le due lingue, esclusa la persona interessata, asseverata con giuramento davanti al cancelliere di un ufficio giudiziario, anche del giudice di pace.

Rifugiati, apolidi e titolari di protezione internazionale che non hanno l'atto di nascita o il certificato penale possono presentare un atto di notorietà formato presso la cancelleria del tribunale. Tutti i dettagli sono in Apostille, traduzioni, legalizzazioni.

Dopo l'invio: come comunicare con gli uffici

  • Posta elettronica certificata. Il Ministero indica che comunicazioni, documenti e richieste successive all'invio vanno mandati solo per PEC a comunicazione.cittadinanza@pecdlci.interno.it. Ogni messaggio deve riguardare una sola domanda e indicare nell'oggetto il numero della pratica (K10 o K10C). Gli allegati vanno in PDF, TIFF o JPEG, al massimo 5 MB ciascuno e 15 MB in tutto. Istanze e documenti arrivati in altre forme non vengono presi in considerazione.
  • Stato della pratica. Si controlla online con le stesse credenziali usate per la domanda.
  • Contact center. Il Ministero ha attivato il servizio Polo Orienta, al numero 06 69000700, il lunedì, il mercoledì e il venerdì dalle 9.30 alle 17.30. Serve il numero K10 o K10C e un documento d'identità.

Che cosa succede nei mesi successivi è spiegato in Dopo la domanda: integrazioni, preavviso, tempi.

Casi frequenti

  • «Non ho lo SPID.» Chi risiede in Italia accede con SPID o con la carta d'identità elettronica: senza uno dei due non si entra nel portale.
  • «Posso pagare il contributo con un bollettino postale?» No: dall'8 luglio 2022 il Ministero usa solo pagoPA dal portale. Se presenti la domanda dall'estero, segui le istruzioni del tuo consolato.
  • «La domanda è stata rifiutata online: devo pagare di nuovo?» Il Ministero ha spiegato che con pagoPA chi ripresenta la domanda dopo un rifiuto può recuperare automaticamente il pagamento già fatto.
  • «Mi sono accorto di un errore dopo l'invio.» Dopo l'invio si comunica con gli uffici solo per PEC, indicando il numero della pratica.

Fonti

Legge 5 febbraio 1992, n. 91, artt. 5, 9, 9.1 e 9-bis (testo vigente su Normattiva); d.P.R. 18 aprile 1994, n. 362, art. 1; Ministero dell'Interno, pagine «Cittadinanza: invia la tua domanda» e «Cittadinanza: consulta la pratica» e notizia «Cittadinanza: dal 25 maggio contributo e bollo si pagano online con pagoPA» del 24 maggio 2022 (interno.gov.it), con la circolare n. 4386 del 20 maggio 2022; Ambasciata d'Italia a Vienna, pagina «Cittadinanza – Portale ALI – Procedura operativa»; schede sulla cittadinanza delle Prefetture di Firenze e di Treviso. Verificato il 26 settembre 2026.

Per la tua pratica

Questo sito spiega le regole. Le domande si presentano e si seguono solo attraverso gli uffici pubblici.

cittadinanza.net non è un ufficio, non riceve domande, non ha un modulo di contatto e non risponde ai singoli casi. A seconda della via, gli interlocutori sono questi:

  • La prefetturaLe domande di cittadinanza per matrimonio e per residenza di chi vive in Italia si presentano al prefetto della provincia di residenza, online sul portale del Ministero dell'Interno.
  • Il consolatoChi vive all'estero si rivolge all'ufficio consolare competente per la propria residenza, che riceve anche dichiarazioni e giuramenti. Dal 1° gennaio 2029 le domande di riconoscimento dei maggiorenni residenti all'estero passano a un ufficio centrale del Ministero degli affari esteri.
  • Il comuneL'ufficiale dello stato civile del comune di residenza riceve le dichiarazioni di acquisto, riacquisto e rinuncia e il giuramento, e trascrive gli atti; l'anagrafe cura la residenza.
  • Il giudice e l'avvocatoPer una causa in tribunale o un ricorso al TAR serve di regola un avvocato: l'iscrizione all'albo si verifica sul sito del Consiglio nazionale forense.

Per ogni procedura, le pagine del sito indicano l'ufficio competente e i documenti; i portali ufficiali sono raccolti in Moduli ufficiali e dove trovarli.