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Cittadinanza per matrimonio o unione civile: requisiti e tempi

Chi è sposato o unito civilmente con un cittadino italiano può chiedere la cittadinanza dopo un periodo fissato dalla legge. Qui trovi le condizioni dell'art. 5 della legge 91/1992, che cosa la impedisce, la lingua, il costo, come si presenta la domanda e quanto può durare il procedimento.

Verificato il 26 settembre 2026Lettura 9 min

In questa pagina
  1. Che cosa dice la legge
  2. Anche per le unioni civili
  3. Quanto tempo deve passare
  4. Il matrimonio deve esistere ancora al momento del decreto
  5. Che cosa impedisce l'acquisto
  6. La lingua italiana: livello B1
  7. Quanto costa
  8. Come si presenta la domanda
  9. Quanto dura
  10. Decreto e giuramento
  11. Casi frequenti
  12. Fonti

In breve

  1. Può chiederla il coniuge straniero o apolide di un cittadino italiano, e la parte di un'unione civile tra persone dello stesso sesso.
  2. Servono due anni di residenza legale in Italia dopo il matrimonio, oppure tre anni dalla data del matrimonio se vivi all'estero. Con figli nati o adottati dalla coppia i tempi si dimezzano.
  3. Quando il Ministero adotta il decreto il matrimonio deve esistere ancora: nessun divorzio, annullamento o separazione personale.
  4. Servono la lingua italiana di livello B1, il contributo di 250 euro e la marca da bollo. La domanda si presenta online sul portale del Ministero dell'Interno.
  5. Il Ministero deve decidere entro 24 mesi, prorogabili fino a 36. Poi c'è il giuramento, entro sei mesi dalla notifica del decreto.

Che cosa dice la legge

La cittadinanza per matrimonio è regolata dall'art. 5 della legge 5 febbraio 1992, n. 91, nel testo sostituito dalla legge 15 luglio 2009, n. 94. La regola è questa:

«Il coniuge, straniero o apolide, di cittadino italiano può acquistare la cittadinanza italiana quando, dopo il matrimonio, risieda legalmente da almeno due anni nel territorio della Repubblica, oppure dopo tre anni dalla data del matrimonio se residente all'estero, qualora, al momento dell'adozione del decreto di cui all'articolo 7, comma 1, non sia intervenuto lo scioglimento, l'annullamento o la cessazione degli effetti civili del matrimonio e non sussista la separazione personale dei coniugi.»

Il comma 2 aggiunge che questi termini sono ridotti della metà «in presenza di figli nati o adottati dai coniugi». Non conta come è diventato cittadino il tuo coniuge: la legge parla di coniuge di un «cittadino italiano», senza distinguere tra chi lo è per nascita, per discendenza o per naturalizzazione.

A differenza della naturalizzazione per residenza, che è una concessione discrezionale (naturalizzazione dopo 10 anni), qui il Ministero verifica requisiti fissati dalla legge. Può respingere la domanda solo per le cause previste dall'art. 6, tra cui i motivi di sicurezza della Repubblica (vedi diniego e ricorso).

Anche per le unioni civili

La legge 20 maggio 2016, n. 76, che ha introdotto l'unione civile tra persone dello stesso sesso, stabilisce all'art. 1, comma 20, che «le disposizioni che si riferiscono al matrimonio e le disposizioni contenenti le parole «coniuge», «coniugi» o termini equivalenti» contenute nelle leggi e negli atti amministrativi si applicano anche a ciascuna parte dell'unione civile. L'art. 5 della legge 91/1992 vale quindi anche per chi è unito civilmente con un cittadino italiano. Le istruzioni delle prefetture parlano di unione civile trascritta nei registri dello stato civile di un comune italiano.

Se un cittadino italiano ha sposato all'estero una persona dello stesso sesso, in Italia quel matrimonio produce gli effetti dell'unione civile (art. 32-bis della legge 31 maggio 1995, n. 218).

Quanto tempo deve passare

Dove viviSenza figliCon figli nati o adottati dalla coppia
In Italia2 anni di residenza legale dopo il matrimonio1 anno
All'estero3 anni dalla data del matrimonio18 mesi

Per chi vive in Italia non basta essere sposati da due anni: servono due anni di residenza legale dopo le nozze. Secondo il regolamento di attuazione, è legalmente residente chi vive in Italia rispettando le norme sull'ingresso e sul soggiorno degli stranieri e quelle sull'iscrizione anagrafica (art. 1, comma 2, lett. a, d.P.R. 12 ottobre 1993, n. 572). In pratica servono il titolo di soggiorno e l'iscrizione all'anagrafe del comune. Come si contano gli anni e che cosa succede se ci sono buchi lo trovi in residenza legale e continuativa.

Per chi vive all'estero la legge chiede solo che siano passati tre anni dalla data del matrimonio, senza residenza in Italia. La procedura è descritta in domanda dall'estero tramite consolato.

Il matrimonio deve esistere ancora al momento del decreto

Non basta che il requisito ci fosse quando hai presentato la domanda. Quando il Ministro dell'Interno adotta il decreto, non devono essere intervenuti il divorzio, l'annullamento o la cessazione degli effetti civili del matrimonio, e non deve esserci separazione personale dei coniugi. Se la coppia si separa mentre la pratica è in corso, la domanda non può essere accolta.

La morte del coniuge italiano è un caso diverso. Con la sentenza n. 195 del 2022 la Corte costituzionale ha dichiarato illegittimo l'art. 5 nella parte in cui non esclude dalle cause ostative la morte del coniuge avvenuta mentre erano in corso i termini per concludere il procedimento. I dettagli sono in separazione, divorzio, morte del coniuge.

Che cosa impedisce l'acquisto

L'art. 6 della legge 91/1992 elenca le cause che precludono la cittadinanza per matrimonio:

  • la condanna per uno dei delitti del libro II, titolo I, capi I, II e III del codice penale, cioè i delitti contro la personalità internazionale e interna dello Stato e contro i diritti politici del cittadino;
  • la condanna per un delitto non colposo per il quale la legge prevede una pena massima non inferiore a tre anni di reclusione;
  • la condanna da parte di un'autorità giudiziaria straniera, per un reato non politico, a una pena detentiva superiore a un anno, se la sentenza è stata riconosciuta in Italia;
  • la sussistenza, nel caso specifico, di «comprovati motivi inerenti alla sicurezza della Repubblica».

La riabilitazione fa cessare gli effetti della condanna (art. 6, comma 3). Se è in corso un processo penale per uno dei delitti indicati, l'acquisto resta sospeso fino alla sentenza definitiva (art. 6, comma 4). Per i precedenti penali in generale vedi precedenti penali, carichi pendenti, sicurezza.

La lingua italiana: livello B1

Dal 2018 la cittadinanza per matrimonio, come quella per residenza, richiede una conoscenza dell'italiano non inferiore al livello B1 del Quadro comune europeo (art. 9.1 della legge 91/1992, introdotto dal d.l. 4 ottobre 2018, n. 113). Chi non ha firmato l'accordo di integrazione e non è titolare del permesso di soggiorno UE per soggiornanti di lungo periodo deve dimostrarla con la domanda. Può farlo con un titolo di studio rilasciato da un istituto pubblico o paritario riconosciuto oppure con una certificazione di un ente certificatore riconosciuto.

Con la sentenza n. 25 del 2025 la Corte costituzionale ha esonerato dalla prova chi ha gravi limitazioni alla capacità di apprendimento linguistico dovute all'età, a patologie o a disabilità, attestate da una certificazione della struttura sanitaria pubblica. Titoli ed enti accettati sono spiegati in la certificazione di lingua B1.

Quanto costa

Con la domanda si paga un contributo di 250 euro (art. 9-bis, comma 2, della legge 91/1992) e si indicano gli estremi della marca da bollo telematica da 16 euro. A questi si aggiungono i costi dei documenti stranieri, delle legalizzazioni o apostille e delle traduzioni, che variano da Paese a Paese. Il quadro completo è in tabella di tutti i costi.

Come si presenta la domanda

Per il regolamento la domanda va al prefetto competente per la residenza oppure, se ne ricorrono i presupposti, all'autorità consolare (art. 1 d.P.R. 18 aprile 1994, n. 362). Oggi si compila online sul portale dei servizi del Ministero dell'Interno (portaleservizi.dlci.interno.it). Chi vive in Italia accede con SPID o CIE, chi vive all'estero con le credenziali personali che ottiene registrandosi sul portale. Le istruzioni del Ministero indicano, tra gli allegati:

  • un documento di riconoscimento;
  • l'atto di nascita e il certificato penale rilasciati dalle autorità del Paese di origine;
  • la certificazione di lingua B1 o il titolo di studio, salvo gli esoneri;
  • la ricevuta del contributo di 250 euro e gli estremi della marca da bollo.

Il regolamento chiede anche l'estratto dell'atto di matrimonio rilasciato dal comune italiano in cui il matrimonio è iscritto o trascritto e le certificazioni penali degli Stati di origine e di residenza (art. 4, comma 1, d.P.R. 572/1993; art. 1, comma 3, d.P.R. 362/1994). Il matrimonio celebrato all'estero va quindi trascritto in Italia prima della domanda. I documenti stranieri vanno legalizzati o apostillati e tradotti: vedi apostille, traduzioni, legalizzazioni. Il percorso sul portale è descritto passo per passo in la domanda sul Portale ALI.

Quanto dura

Il procedimento deve concludersi entro ventiquattro mesi, prorogabili fino a un massimo di trentasei, dalla data di presentazione della domanda (art. 9-ter della legge 91/1992). Questo termine vale per le domande presentate dopo l'entrata in vigore della legge 18 dicembre 2020, n. 173, che ha convertito il d.l. 130/2020. In precedenza il d.l. 113/2018 lo aveva portato a quarantotto mesi. Il d.l. 113/2018 ha anche abrogato la vecchia regola per cui, passati due anni dalla domanda completa, il rigetto non era più possibile (art. 8, comma 2, oggi abrogato).

Se ti chiedono di integrare documenti, se ricevi un preavviso di rigetto o se la pratica è ferma oltre i termini, vedi dopo la domanda e pratica ferma.

Decreto e giuramento

Se la domanda è accolta, il Ministro dell'Interno adotta il decreto (art. 7 della legge 91/1992), che ti viene notificato. Entro sei mesi dalla notifica devi giurare di essere fedele alla Repubblica e di osservare la Costituzione e le leggi dello Stato. Altrimenti il decreto non ha effetto (art. 10). In Italia si giura davanti all'ufficiale dello stato civile del comune di residenza, all'estero davanti al consolato (art. 7 d.P.R. 572/1993). Diventi cittadino dal giorno successivo al giuramento (art. 15 della legge 91/1992).

La Corte costituzionale, con la sentenza n. 258 del 2017, ha esonerato dal giuramento chi non può prestarlo a causa di una grave e accertata condizione di disabilità. Vedi decreto, giuramento, trascrizione.

Casi frequenti

  • «Siamo sposati da due anni ma viviamo all'estero.» All'estero la legge chiede tre anni dalla data del matrimonio, o diciotto mesi se avete figli nati o adottati insieme. Due anni non bastano.
  • «Viviamo in Italia da un anno e siamo sposati da cinque.» Per chi risiede in Italia la legge misura la residenza legale dopo il matrimonio: due anni, o uno se avete figli nati o adottati insieme. La sola durata del matrimonio non è il criterio che l'art. 5 usa per chi vive in Italia.
  • «Sono unito civilmente con un cittadino italiano.» Valgono le stesse regole, per effetto dell'art. 1, comma 20, della legge 76/2016.
  • «Ho il permesso di soggiorno UE per soggiornanti di lungo periodo: devo fare l'esame B1?» No: l'art. 9.1 esonera dalla prova i titolari di quel permesso e chi ha firmato l'accordo di integrazione.
  • «Ci siamo separati mentre aspettavo il decreto.» Se al momento del decreto c'è la separazione personale, la cittadinanza per matrimonio non può essere concessa. Resta la naturalizzazione per residenza, con i suoi requisiti.

Fonti

Legge 5 febbraio 1992, n. 91, artt. 5, 6, 7, 8, 9.1, 9-bis, 9-ter, 10, 15 (testo vigente su Normattiva); legge 15 luglio 2009, n. 94, art. 1, comma 11; legge 20 maggio 2016, n. 76, art. 1, comma 20; legge 31 maggio 1995, n. 218, art. 32-bis; d.l. 4 ottobre 2018, n. 113, art. 14; d.l. 21 ottobre 2020, n. 130, art. 4, conv. legge 18 dicembre 2020, n. 173; d.P.R. 12 ottobre 1993, n. 572, artt. 1, 4, 7; d.P.R. 18 aprile 1994, n. 362, art. 1; Corte costituzionale, sentenze n. 258 del 2017, n. 195 del 2022 e n. 25 del 2025 (annotazioni ufficiali in Normattiva); Ministero dell'Interno, pagina «Cittadinanza: invia la tua domanda»; Prefettura di Potenza, pagina sulla cittadinanza per matrimonio o unione civile. Verificato il 26 settembre 2026.

Per la tua pratica

Questo sito spiega le regole. Le domande si presentano e si seguono solo attraverso gli uffici pubblici.

cittadinanza.net non è un ufficio, non riceve domande, non ha un modulo di contatto e non risponde ai singoli casi. A seconda della via, gli interlocutori sono questi:

  • La prefetturaLe domande di cittadinanza per matrimonio e per residenza di chi vive in Italia si presentano al prefetto della provincia di residenza, online sul portale del Ministero dell'Interno.
  • Il consolatoChi vive all'estero si rivolge all'ufficio consolare competente per la propria residenza, che riceve anche dichiarazioni e giuramenti. Dal 1° gennaio 2029 le domande di riconoscimento dei maggiorenni residenti all'estero passano a un ufficio centrale del Ministero degli affari esteri.
  • Il comuneL'ufficiale dello stato civile del comune di residenza riceve le dichiarazioni di acquisto, riacquisto e rinuncia e il giuramento, e trascrive gli atti; l'anagrafe cura la residenza.
  • Il giudice e l'avvocatoPer una causa in tribunale o un ricorso al TAR serve di regola un avvocato: l'iscrizione all'albo si verifica sul sito del Consiglio nazionale forense.

Per ogni procedura, le pagine del sito indicano l'ufficio competente e i documenti; i portali ufficiali sono raccolti in Moduli ufficiali e dove trovarli.